Bioimpedenzometria convenzionale ed analisi vettoriale

Settembre 7, 2017 - antonio

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Il bioimpedenzometro fa passare una corrente alternata attraverso il corpo del paziente e misura solamente due parametri che sono: la resistenza opposta dal corpo al passaggio di corrente (Rz) e la reattanza (Xc) che sarebbe la capacità del corpo ad opporsi al passaggio di corrente accumulandola come se fosse un condensatore. Quest’ultimo parametro è direttamente proporzionale alla quantità di membrane cellulari attive (solo le membrane cellulari hanno la capacità di accumulare corrente) e, quindi alla massa cellulare metabolicamente attiva (BCM).
Una volta misurate la resistenza e la reattanza, questi valori vengono inseriti all’interno di un software che userà un algoritmo per calcolare la quantità di acqua totale presente nell’organismo (TBW). Una volta stimata la TBW, viene applicato un coefficiente fisso di idratazione per calcolare la massa magra (FFM). Infine, per differenza di peso viene calcolata la massa grassa (FM). Tenendo poi conto della reattanza e degli altri dati antropometrici (peso, altezza. Età e sesso), stimerà anche altri valori come la BCM, l’acqua extracellulare (ECW) o il metabolismo basale (BMR).
Il grosso limite di questa tecnologia è che il coefficiente fisso di idratazione (che viene stimato essere pari al 73% della FFM) in realtà non è identico per tutti. Le persone, infatti, non sono tutte idratate allo stesso modo e questo non è dipeso soltanto da stati patologici come la cachessia o la disidratazione, ma anche da caratteristiche genetiche della singola persona. Di conseguenza, per quelle persone che avranno caratteristiche molto al di fuori della media della popolazione (in particolare per quanto riguarda l’idratazione), la stima dei vari parametri relativi alla composizione corporea effettuata mediante bioimpedenzometria convenzionale avrà un errore di misura molto grande (anche dell’8% sulla stima della massa magra e grassa).
Per ovviare a questo problema, è stata inventata l’analisi vettoriale.
L’analisi vettoriale usa i dati misurati dal bioimpedenzometro (resistenza e reattanza), così come sono, senza ulteriori manipolazioni matematiche. Questo grazie ad un analisi statistica effettuata su più di 20000 soggetti dalla Akern srl. . I parametri misurati dal bioimpedenzometro vengono solamente plottati su un grafico che permette di seguire l’andamento nel corso del tempo della massa muscolare e dell’idratazione e di confrontarli con il resto della popolazione.
L’analisi vettoriale permette, quindi, di effettuare una valutazione semi-quantitativa della massa muscolare e dell’idratazione con un errore di misura di appena l’1% (8 volte più accurata della bioimpedenzometria convenzionale) anche in quelle persone che sono molto al di fuori della media della popolazione (atleti, bambini, donne in gravidanza, stati patologici quali cachessia o disidratazione).

Es. analisi vettoriale. Nel grafico di sinistra, si vede come, passando dal punto uno al punto 2, la massa muscolare sia aumentata (il puntino si è spostato da destra verso sinistra) e l’acqua sia leggermente diminuita (il puntino si è spostato dal basso verso l’alto). L’asse maggiore dell’ellisse rappresenta la media della popolazione per quanto riguarda la massa muscolare (in questo caso popolazione maschile adulta), mentre i cerchi concentrici rappresentano i differenti percentili (cerchio verde= 50º percentile, cerchio giallo= 75º percentile e cerchio rosso= 95º percentile). Il cerchio verde racchiuderà quindi il 50% della popolazione, il cerchio giallo il 75% e il cerchio rosso il 95%. Nel grafico di destra si vede lo stato di idratazione: finchè il puntino rimane all’interno delle due linee rosse, significa che l’idratazione è nella norma. Al di sopra delle linee c’è disidratazione, al di sotto: ritenzione idrica.

antonio

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